Articoli con tag: croazia

In Moto attraverso i Balcani attraverso la storia – Sulla via del Rientro

prima tappa – CROAZIA: Pag e Zadar

seconda tappa – CROAZIA: SVETI Jure – Dubrovnik

terza tappa– MONTENEGRO Crna Gora

quarta tappa– Bosnia-Erzegovina

quinta tappa – Sarajevo

sesta tappa

Lasciamo Sarajevo e puntiamo verso casa, la vacanza, sta giungendo al termine. Attraversiamo la Bosnia da ovest a est.

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La strada scorre lungo dolci colline, attraversa vari paesini in cui convivono minareti e campanili, costeggia fiumi e parchi sino ad arrivare a Bihac ultima città “mussulmana” prima della Croazia.

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Città di confine ora come in passato tra l’impero Ottomano e quello Austro-Ungarico. La sua vita ruota attorno al fiume Una che la attraversa, caffè e ristoranti si affacciano sulle sue verdi rive.

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Una cena sulla riva del fiume è il luogo giusto per brindare alla vacanza.

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Ed eccoci all’ultima tappa, forse quella più lunga, sabato da bollino nero, decidiamo di evitare la costa e i confini (Croazia Slovenia) più frequentati. Primo assaggio di coda al valico per entrare in Croazia ma l’apertura di una seconda corsia ci agevola e in breve siamo alla ricerca di Zeljava, la base aerea segreta voluta dal Maresciallo Tito. Costruita in totale segretezza tra il 1957 e il 1965 e costata ben 6 miliardi di dollari, fu all’epoca, la base militare con il terzo aeroporto più grande d’Europa.

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Quasi interamente sotterranea e composta da lunghi tunnel per un totale di circa 3,5 km, questa base aveva quattro ingressi/uscite dalle quali gli aerei potevano accedere direttamente alle piste.

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Fu costruita per poterci ospitare al suo interno ben 1000 soldati, 200 piloti e oltre 500 meccanici con riserve di cibo, corrente elettrica fornita da generatori, carburante e una propria fonte d’acqua per un fabbisogno di circa 30 giorni senza alcun tipo di rifornimento esterno.

Lungo la strada zero indicazioni, però lo studio delle cartine e il navigatore ci aiutato e ci ritroviamo a quello che doveva essere uno degli ingressi, che superiamo e arriviamo su quelli che erano vecchi raccordi tra le piste e gli hangar sotto la montagna. Il tempo di qualche foto, di qualche breve perlustrazione e un cartello ci riporta in mente i vari avvertimenti trovati durante le ricerche

MAI lasciare la strada asfaltata, poiché tutto il territorio circostante è ancora oggi cosparso di mine e ordigni inesplosi.

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Con la moto percorriamo un breve tratto di pista, facendo molta attenzione perché siamo molto a ridosso del confine, poi ritorniamo sui nostri passi sino all’ingresso dove c’è un vecchio DC 3 DAKOTA con insegne della Jugoslavia

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Il tempo è tiranno, non sappiamo che ci aspetta lungo la strada è meglio ripartire.

Faremo la strada fatta qualche mese fa con Bellatrix nel nostro ultimo viaggio assieme.

Arrivati a Rijeka saliamo, accompagnati da una leggera pioggerellina, al passo di Vela Učka per poi dirigersi verso Buzet (Pinguente) e da qui saliamo verso un valico secondario solitamente scarsamente frequentato, in questa occasione troviamo alcune auto e moto ma tempo una decina di minuti e siamo in Slovenia, saliamo a Kozina sosta relax e carburante e poi superato il valico di Pesek siamo in Italia, un breve tratto di tangenziale e poi di nuovo strade secondarie sino a casa.

Alla fine saranno 3500 km.

Piccola considerazione finale

Le prenotazioni le abbiamo fatte, quasi tutte in anticipo, usando booking.com con pagamento sul posto, pensando che si potesse utilizzare la carta di credito usata come garanzia, ed invece quasi tutti hanno voluto pagamento in contanti e spesso in €uro. Inoltre alcune volte anche i ristoranti e negozi commerciali non accettavano la carta di credito. Questa necessità di valuta ci porterà a scoprire che i prelievi ai sportelli ATM (bancomat) all’estero come in Italia hanno sia delle commissioni sia dei limiti giornalieri e mensili, limiti che verso gli ultimi giorni ci imporranno di fare delle scelte oculate sulle spese da fare.

Distributori e Carburante

In alcuni casi il navigatore è risultato molto utile nel fornire la posizione e la distanza dei distributori specialmente in Croazia che non sono molto diffusi specialmente fuori dai centri abitati, comunque non abbiamo mai avuto criticità anche grazie al fatto che la Versys con un pieno percorre oltre 400km. In quasi tutti i distributori abbiamo trovato benzina a 98 e alcuni casi anche 100 ottani con prezzi tra 1€ e 1,3€.

 

Alloggi e Ristoranti

Croazia

Konoba Pansion Sidro – Jakišnica, Lun Isola Pag – SITO

Guesthouse Victoria – Dubrovinik

Ristorante 360 – Dubrovinik – SITO

Montenegro

Guest house Tomcuk – Kotor

Ristorante Pirun&Ozica, Kotor – SITO

Konoba markovi konaci Danilovgrad

Bosnia-Erzegovina (BiH)

Pansion Rose – Mostar, SITO

Rafting Centro Drina – Foča, Republika Srpska SITO

Isa begov hamam hotel, Sarajevo – SITO

B&B villa Una, Bihac – SITO

Ristorante Birreria PIVNICA HS Sarajevska pivara Sarajevo – SITO

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In Moto attraverso i Balcani attraverso la storia – CROAZIA: SVETI Jure – Dubrovnik

prima tappa – CROAZIA: Pag e Zadar

seconda tappa

La sera precedente alla partenza verso Dubrovinik (Ragusa di Dalmazia), la nostra prossima sosta, il proprietario mi consiglia caldamente di sistemare la moto in un luogo protetto dal vento perché secondo lui da lì a qualche ora avrebbero iniziato a soffiare forti raffiche di bora, faccio come consigliato anche se c’era il sole e nulla presagiva dei peggioramenti climatici se non le notizie che al nord stava facendo temporale ma che non avrebbero interessato minimamente la nostra zona.

Ma come si sa, l’esperienza è una grande maestra ed infatti durante la notte ha iniziato a soffiare la bora ed ha continuato anche al mattino rendendo l’attraversata dell’isola verso sud molto molto impegnativa, raffiche forti, brevi, lunghe in rettilineo, dietro le curve, lungo tutta la strada, per aumentare d’intensità quando la strada ad iniziato a salire. Trovarci allo scoperto ed attraversare il Paski most è stato impegnativo, per fortuna poi il vento a iniziato a perdere d’intensità.

Per velocizzare il trasferimento abbiamo optato per fare un tratto in autostrada sino a Makarska (Macarsca).

per poi andare a visitare il parco naturale BIOKOVO (www.pp-biokovo.hr) al cui interno si trova lo SVETI Jure.

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Per arrivare in cima si percorre una strada ad una sola corsia, per cui all’ingresso ti avvisano di fare molta attenzione in quanto il traffico è in entrambe i sensi di marcia e specialmente le vetture, i pulmini, i camper quando si incrociano devono trovare un posto abbastanza largo per passare, con la moto è abbastanza più semplice, facendo molta attenzione in quanto la strada è molto tortuosa e con poche protezioni laterali, con la presenza di mucche e cavalli al pascolo libero.

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Dietro ogni curva, lungo ogni breve rettilineo è un continuo variare di spettacolari panorami. Dicono, che dalla vetta è possibile vedere la lontana Bosnia, la costa Croata e in presenza di una giornata tersa in lontananza si può vedere il Gargano. La presenza di una cappa di caldo afoso che copriva la pianura ed il mare ci ha impedito di goderci di cotanta vista.

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Un ultimo tratto di viaggio ci porta ad attraversare la valle della Neretva , una vasta area dedicata alla coltivazione di frutta e verdura, qui viene coltivato la “Neretvanska mandarina” il mandarino della Neretva. Questa vallata si trova nei pochi chilometri di costa della Bosnia Erzegovina.

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Quando in lontananza vediamo il caratteristico ponte

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capiamo che siamo arrivati a Dubrovinik, alloggeremo in prima periferia, con tanto di parcheggio privato coperto per la moto, mentre per noi una bella camera con terrazzino, bagno privato con lavatrice ma esterno alla stanza.

Anche qui solo pagamento in contanti, meglio €uro ma vanno bene anche le locali kune. La zona è ben collegata al centro storico con i mezzi pubblici, con i quali sin dalle prime uscite sarà amore/odio.

Il tempo di sistemare le cose e siamo pronti per la visita della città vecchia. Il tempo di fare un centinaio di scalini e siamo alla fermata del bus. Cerchiamo una rivendita biglietti che secondo i consigli ricevuti doveva essere in zona ma non c’è nulla di aperto. Arriva un bus, non è il nostro ma vediamo che il biglietto può essere acquistato a bordo, PERFETTO. Il successivo è il nostro, si sale solo dalla porta anteriore, in coda si mostra, si acquista si vidima il biglietto e ci si accomoda, un semplice metodo per controllare e far pagare.

Dieci minuti e siamo già in vista delle imponenti mura della città,

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scendiamo e andiamo alla ricerca della porta per entrare, pochi metri e siamo nella bolgia, pullman che scaricano turisti che si uniscono alle centinaia migliaia di altri turisti di ogni nazionalità che iniziano a vagare per la città inseguendo un ombrello, una bandierina un segnale qualsiasi ascoltando il racconto della guida con le cuffiette mentre scattano infinite fotografie alle bellezze architettoniche di Dubrovnik, il cui centro storico di particolare bellezza e pregio è inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO. Purtroppo parecchi turisti sono qui perché ci hanno girato molte scene di Game of Thrones ambientate nella città di Approdo del Re. Inoltre in questa città sono state girate anche alcune scene di Star Wars VIII.

Sulle varie letture fatte dicono che non c’è modo migliore di visitare Dubrovnik che dall’alto delle sue mura, edificate nel 13° secolo per difendere la città dalle invasioni. Il percorso ad anello richiede almeno 1 ora, ma alla fine saranno il doppio considerando il tempo dedicato ad ammirare la città al tramonto con gli splendidi scorci sull’Adriatico e sul Porto Vecchio.

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Dalle mura si può anche vedere Mala Buža Bar Buža significa letteralmente “piccolo buco nel muro” Arroccato sugli scogli appena fuori dalle mura, il bar è perfetto per rilassarsi al sole con un cocktail, ammirare la vista e, perché no, farsi una bella nuotata!

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Oramai è sera, una breve passeggiata per un assaggio della città che visiteremo meglio nei prossimi giorni e poi alla ricerca di un posto dove mangiare. Visto il carattere turistico della città i posti non mancano alla fine ci si affida un po’ al caso ed un po’ alla rete globale

Per tornare all’alloggio ci affidiamo sempre al bus, troviamo la fermata ed ecco che quasi subito si materializza il nostro mezzo, saliamo con soldi alla mano e l’autista con modi sgarbati e scortesi invita noi ed altri turisti ad andare alla biglietteria e appena scesi riparte. Acquistiamo i biglietti, e attendiamo oltre mezz’ora il bus successivo, vedendo che nel frattempo tutti gli altri conducenti vendono i biglietti a bordo e anche con lunghe code di turisti, non hanno nessuna fretta di partire. Il bus ci lascia alla fermata e un centinaio di scalini dopo siamo finalmente in camera.

La giornata seguente sarà tutta dedicata alla città. Si comincia facendo colazione al ristorante panoramico sul Monte Srđ ci arriviamo con la funicolare. Dall’altezza di 400 metri, ammiriamo la città, l’isola di Lokrum e le Isole Elafiti, che punteggiano l’Adriatico.

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Una passeggiata in vetta, e poi ritorniamo giù in città dove ci aspetta:

La Fontana Maggiore di Onofrio (Velika Onofrijeva česma)

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Lo Stradun (Placa) che taglia in due la città e collega la porta Pile con la Piazza della Loggia

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La Piazza della Loggia (Placa Luža) e Piazza Prid Dvorom (Davanti al Palazzo) Considerate il Cuore della città in quanto vi si trovano o vi affacciano alcuni dei principali monumenti cittadini. San Biagio è il santo protettore della città di Ragusa. La sua rappresentazione è presente sulle mura della città.

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La Colonna di Orlando (Orlandov stup) è la raffigurazione in pietra del leggendario Orlando (o Rolando), il paladino protagonista della celeberrima opera letteraria medievale Chanson de Roland. La scelta di raffigurare questo personaggio è dovuta allo scontro che Ragusa ebbe col pirata saraceno Spucente, che secondo la fantasia popolare sarebbe stato ucciso proprio da Orlando. Oltre ad essere simbolo della libertà cittadina, la colonna divenne anche il luogo dell’infamia: qui infatti venivano eseguite le condanne capitali.

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La Cattedrale di Dubrovnik contiene centinaia di reliquiari, in oro e argento. Si tratta di contenitori che racchiudono reliquie di santi o altri oggetti di grande importanza religiosa.

Terminata la visita della città decidiamo di vederla anche dal mare facendo una piccola gita in barca per ammirare la sontuosità delle mura e vedere la vicino (senza scendere) dopo averla vista dall’alto l’isola di Lokrum, un’isola ricca di pini e scogliere al cui interno è presente un piccolo lago salato.

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Il caldo la stanchezza e la fame cominciano a sentirsi è meglio trovare un posto dove poter conciliare tutte le esigenze prima di rientrare per un po’ di riposo.

Per la sera il mio amore Danica ha organizzato una romantica cena in un fantastico ristorante sulle mura della città affacciato sul porto vecchio. Il giusto modo per festeggiare la nostra vacanza, prima di partire per il Montenegro.

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Terza tappa – MONTENEGRO Crna Gora

quarta tappa – Bosnia-Erzegovina

 

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In Moto attraverso i Balcani attraverso la storia – CROAZIA: Pag e Zadar

Premessa
3-19 Agosto 2017 la nostra vacanza…con la nuova moto Black Dhalja……che alla partenza segna 4000km

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Varie congiunzioni astrali e lavorative quest’anno fanno sì che riusciamo ad avere ben 20 giorni di ferie e quindi optiamo per un giro relativamente lungo (almeno per noi…) destinazione Balcani, terre per noi anche se relativamente vicine alquanto sconosciute.
Vari pensieri ci “tormentano” nei periodi precedenti la partenza…traffico, strade, ma più di tutto il CALDO…non c’è soluzione per tutto…ma per quest’ultimo “problema” la soluzione ce la suggeriscono una coppia di amici mototuristici che hanno già girato le zone che faremo noi e che hanno già sperimentato le temperature torride dei luoghi.
La soluzione: gilet rinfrescanti, in pratica basta “imbottire” d’acqua il particolare materiale di cui sono realizzati e poi con l’azione del vento asciugandosi tengono il corpo fresco per alcune ore, ovviamente la giacca deve essere traforata.

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Decidiamo di sfruttare tutti i giorni di vacanza possibile e visto il periodo di evitare il più possibile sia i giorni da bollino nero per il traffico sia le strade principali.
Siccome principalmente sarà una VACANZA, abbiamo optato per fare delle soste di alcuni giorni in varia località e qui oltre al meritato relax, avere la possibilità di godersi il mare e fare visite turistiche, e visto il periodo abbiamo preferito prenotare tutto in anticipo.

Croazia – Isola di Pag – Zara
Prima tappa l’isola di PAG. Più di qualcuno ci ha chiesto perché proprio questa isola tra le migliaia di isole Croate? le risposte posso essere tante ma forse quella giusta è: di queste migliaia non ne conosciamo quasi nessuna e quindi abbiamo scelto questa, quella che si trovava alla distanza giusta per fare la prima tappa.
Partenza mattina presto, è giovedì, traffico nella media, raggiungiamo il confine Sloveno di Pesek e da qui puntiamo verso la città Croata di Rijeka (Fiume), sosta per caffè e bancomat per prendere un po’ di kune. Prima di iniziare a far scorrere le ruote lungo la Jadranska Magistrala (la Strada Maestra Adriatica) ed ammirare il meraviglioso panorama di isole disperse nell’azzurro mare, passiamo per la baia di Bakar, (Bùccari in italiano), storicamente conosciuta per la Beffa di Buccari.

La beffa di Buccari fu un’incursione militare effettuata contro il naviglio austro-ungarico nella baia di Buccari (in croato Bakar), svolta da una flottiglia della Regia Marina su MAS (Motoscafo Armato Silurante o Motoscafo Anti Sommergibile) nella notte tra il 10 e l’11 febbraio 1918, durante la prima guerra mondiale.
Nonostante le limitate conseguenze materiali, tale azione ebbe l’effetto di risollevare il morale dell’Italia, messo a durissima prova dallo sfondamento di Caporetto di alcuni mesi prima.
Le unità designate all’operazione furono tre MAS a bordo di uno c’era Gabriele D’Annunzio.

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Lungo la strada, il caldo si fa sentire ma i gilet raffrescanti funzionano, facciamo brevi soste per godersi il panorama, ammirare le numerose isole dalmate ma il caldo umido e la conseguente afa presente nell’aria rendono la vista alquanto offuscata, per cui puntiamo direttamente verso il traghetto, che in meno di mezz’ora ci trasporta sulla brulla isola di PAG, infatti l’isola è spesso sferzata dai forti venti di bora che impediscono, su questo lato dell’isola, alla vegetazione di crescere.

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Praticamente siamo arrivati e quindi decidiamo di fare sosta pranzo a Novalja una località balneare conosciuta specialmente per le numerose discoteche e relativo assembramento traffico di auto e scooter.
Abbiamo scelto di alloggiare a Jakišnica un piccolo villaggio situato lungo la punta settentrionale dell’isola, una zona tranquilla con un paio di ristoranti, un market e specialmente con il mare a due passi dalla camera.

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All’arrivo alla pensione abbiamo una spiacevole sorpresa, niente alloggio non c’è la nostra richiesta, per fortuna ci siamo portati con noi le copie, ma chi l’ha ricevuta non l’ha data a chi gestisce le camere e purtroppo non ci sono stanze libere…ma il gestore si impegna a cercarci un alloggio. Alla fine andremo a dormire in un appartamento nella casa affianco con tanto di parcheggio per la moto, e il gestore della pensione, per scusarsi dell’inconveniente, ci inviterà a fare le colazioni nel suo locale. Nelle successive giornate tanto relax e tanto mare esplorando le coste facendo snorkeling.

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In zona c’è tanto altro da vedere, quindi, nonostante il CALDO, decidiamo di fare anche delle escursioni.
Vicino al nostro alloggio si trova il parco degli ulivi secolari al cui interno ci sono anche alcuni esemplari anche millenari, perfetto per una passeggiata nel tardo pomeriggio, con un bellissimo tramonto finale.

Una giornata la dedicheremo per andare a visitare  (Zara) che fu una importante città della repubblica Veneziana ed è considerata la capitale della Dalmazia.
Per arrivarci percorreremo l’isola di Pag in tutta la sua lunghezza passando sul Paski most (Ponte Paski) stupendo e molto suggestivo, un grande ponte ad arco che collega l’isola alla terra ferma, ponte che delle volte viene chiuso al traffico a causa delle raffiche di vento.

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Breve sosta a Nin (Nona), alla scoperta della città dalle origini antiche, abitata da greci e romani e ma conosciuta per la Chiesa della Santa Croce costruita nel IX secolo che viene considerata la cattedrale più piccola al mondo.

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Una ventina di chilometri e siamo a Zadar (Zara), troviamo un posto all’ombra per la moto, lasciamo abbigliamento motociclistico e indossiamo quello più comodo da turista e partiamo verso il centro storico, per ammirare ciò che rimane delle mura cittadine, costruite in parte dai romani e in parte dai veneziani per respingere i turchi, la porta Terraferma, è la più importante tra le 4 porte rimaste lungo le mura.

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Entrando nel centro storico ci imbattiamo nell’area dell’antico Foro romano che si stende fra le chiese di San Donato e Santa Maria ed occupa un vasto piazzale irregolare, spianato dai bombardamenti del 1943-44.
Numerose le chiese presenti all’interno delle mura, tra quelle che abbiamo visitato c’è La cattedrale di Sant’Anastasia (Sveta Stošija), considerata una delle più belle della Dalmazia. La chiesa di San Donato (in croato Sv. Donat) costituisce uno dei più importanti monumenti della città, e uno tra i maggiori esempi di architettura bizantina nell’intera Dalmazia. Si fa notare per la sua particolare forma cilindrica, per il suo colore bianco candido e naturalmente per la sua mole (ben 27 m di altezza). Inoltre abbiamo “scalato” il suo campanile dalla cui cima si ha una vista mozzafiato su tutta Zara, e dall’alto dei sui 56 metri immaginiamo che con il cielo sereno si possano ammirare le verdi Isole Koronati.

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Avremmo voluto visitare anche la chiesa di San Simeone (Sveti Šimun), nota principalmente per custodire al suo interno la preziosa arca di San Simeone, un capolavoro dell’oreficeria medioevale, costruita in legno di cedro rivestito da 240 kg di lamina d’argento. Purtroppo, era chiusa.
Aspettando il fresco serale, per rientrare, facciamo una passeggiata sul lungo mare ed ammiriamo anzi ascoltiamo l’organo marino (morske orgulje) un’opera d’arte architettonica e musicale. Si tratta di un organo, simile ad una scala digradante verso il mare, formato da 35 canne d’organo di diversa inclinazione, forma e lunghezza. Grazie al moto ondoso dell’acqua marina queste canne producono suoni continuamente diversi modulati secondo sette accordi e cinque tonalità.

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Le stesse scalinate sono usate dai residenti e dai turisti per prendere il sole e tuffarsi nelle acque cristalline e decidiamo pure noi di fare un bel bagno rinfrescante. Sulla via del rientro faremo una piccola deviazione per vedere un altro dei tanti ponti che scavalcano le varie insenature il Maslenički most, il viaggio di rientro sarà accompagnato da bellissimi scenari al tramonto.

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Nei giorni successivi andremo alla scoperta dell’isola alla ricerca di piccole spiagge da godersi sino al tramonto

……segue…..

seconda tappa – CROAZIA: SVETI Jure – Dubrovnik

terza tappa – MONTENEGRO Crna Gora

quarta tappa – Bosnia-Erzegovina

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Istria

Il poco tempo disponibile associato ad una voglia di Mare con la Maiuscola ci ha portato a pensare di partire per un paio di giorni in direzione Croazia e più precisamente verso l’Istria.

Non volendo fare autostrade, ci siamo affidati al navigatore affinché ci porti verso il piccolo borgo di Vozilići non distante da Plomin. Dobbiamo ringraziare il navigatore che ci ha portato sino alla meta facendoci percorrere delle bellissime strade secondarie dell’entroterra sloveno-croato ammirando fantastici panorami, peccato che questo ci ha fatto arrivare un po’ più tardi del previsto al nostro alloggio, dove la Signora Renata ci stava ugualmente attendendo e ci ha consigliato un buonissimo locale vicino casa dove andare a cenare.

Purtroppo al risveglio scopriamo che il tempo si è guastato durante la giornata prenderemo anche un po’ di pioggia.  Decidiamo, quindi, di non andare al mare e di andare alla scoperta dei dintorni ottimamente consigliati dalla Signora Renata.

Prima tappa le cittadine di Labin (in italiano Albona) e Rabic (Portoalbona)

Poi ci siamo spostati sulla costa opposta breve sosta  presso l’agriturismo “sia agroturizam” , come spesso accade le scelte casuali sono le più azzeccate, abbiamo gustato un ottimo piatto di salumi e formaggi accompagnati da insalata bevendo da un fantastico vino il tutto di produzione propria….

…e dopo aver mangiato e bevuto abbiamo proseguito sino alla magnifica città di Rovinj (Rovigno)..

Per fortuna il tempo è migliorato così il secondo ed ultimo giorno sulla via del rientro dopo una breve sosta a Porec (Parenzo) dove oltre alla cittadina abbiamo potuto visitare la meravigliosa basilica Eufrasiana (Patrimonio dell’ UNESCO)

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…ed ora, sempre affidandoci al caso arriviamo a Červar dove facciamo sosta per una mezza giornata di MARE….

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