Genova.

Quando non è possibile viaggiare in moto (perché si è in tre..) la macchina è l’unica risorsa disponibile.

Dopo averne parlato per anni, alla fine abbiamo deciso di sfruttare alcuni giorni prima di Pasqua per visitare Genova con i suoi carruggi ed il tanto famigerato “Acquario”.  Per l’occasione abbiamo deciso di prenotare in uno degli stabili della vecchia Genova portuale. Ristrutturato di recente e tenuto in modo impeccabile, è stato un buon punto d’appoggio per i nostri giri in città. Unica pecca se così si può chiamare, sono stati gli 81 scalini (senza ascensore) da fare due, tre volte al giorno. Ottimo come esercizio fisico, ma decisamente affaticante dopo aver camminato per ore.

L’andata si sa, è sempre piena di aspettative e per fortuna nonostante il meteo non avesse dato grandi speranze, il soggiorno è stato quasi del tutto asciutto con tempo ideale.

Optiamo per una breve sosta a pranzo, uno spuntino veloce per poter arrivare il prima possibile e goderci almeno mezza giornata girovagando per il centro storico più esteso d’Europa senza una reale meta.20170412_161506p1120403p1120407p1120427

Depositati armi e bagagli abbiamo approfittato del bel sole per fare una bella passeggiata al porto, ammirando Yacht milionari e piccole imbarcazioni. Genova è multietnica e quindi si ha l’occasione di osservare gente di ogni tipo e provenienza. Una sosta per uno spritz refrigerante e alla ricerca di un locale dove poter assaggiare le bontà culinarie tipiche della Liguria. Una rapida ascesa al Belvedere ci mostra una bella città al tramonto.

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La prima sera dopo aver girato per la città siamo arrivati nella centralissima piazza De Ferrari dove alla fine abbiamo deciso di fermarci e cenare in un piccolo ma affollatissimo lounge pub.

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Per la sere successiva abbiamo deciso di affidarci alle recensioni di TripAdvisor, e di entrare nei “carruggi” alla ricerca di un delizioso ristorantino (molto infomale) il Sa Pesta’ (sale pestato) davvero fantastico, almeno quanto il suo gestore. Un genovese di nome Mario che oltre ad essere un ottimo intrattenitore si è rilevato ricco di consigli culinari facendoci assaggiare dei piatti di cucina genovese spettacolari, tra questi una fantastica farinata croccante, morbida cotta nel forno a legna.

La giornata successiva è stata dedicata per ¾ all’Acquario. Un luogo magico degno della sua nomea. Attraverso le sue vetrine ti ritrovi immerso in tutti i mari e gli oceani del mondo con tutte le loro magnifiche creature. Ci siamo concessi anche il lusso di un tour nei “Backstage” per saperne qualcosa in più. Usciti stanchi, ma felicissimi prima di inoltrarci nella biosfera, dove siamo andati alla ricerca degli Ibis rossi ed abbiamo potuto ammirare tantissime specie di orchidee ci siamo gustati un pranzo veloce a base della famosa fugassa genovese nelle sue diverse varianti e con una bella scorta di farinata ammirando bellezze architettoniche. Un passaggio veloce al museo dell’Antartide e la giornata è letteralmente volata.

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L’indomani mattina abbiamo appuntamento con Valerio (Madzilla) un frequentatore, come noi, del Forum di Mototurismo che gentilmente ci ha accompagnato a visitare i caruggi, i palazzi dei Rolli di via Garibaldi, inoltre ci ha fatto accedere al magnifico oratorio di San Filippo Neri appena ristrutturato, luogo di concerti ed eventi. Tra chiacchiere e passeggiate il tempo è volato è già ora di pranzo, ed è tempo di salutarci però prima Valerio ci vuole accompagnare a vedere un ottimo ristorante in zona dove prenotiamo per la cena.

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Nel pomeriggio abbiamo in programma di visitare il Museo del mare e il sottomarino “Nazario Sauro”, prima però torniamo al Sa Pesta’ per un veloce pranzo.

Terminata le visite dei musei ci concediamo un’altra passeggiata rilassante in città ed in attesa della nostra cena luculliana in un altro locale davvero magnifico, andiamo alla ricerca della casa di Cristoforo Colombo a dire il vero di quel che resta.

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Nel nostro girovagare passiamo per l’ennesima volta davanti alla Cattedrale di San Lorenzo alla ricerca del “cagnolino” scolpito nel marmo di una delle porte di ingresso.

La leggenda narra che durante la costruzione della cattedrale ci fosse un piccolo cagnolino che girava sempre attorno agli scultori e che li accompagnava durante il lavoro. Durante l’ultima fase di costruzione della cattedrale, il cagnolino si smarrì e non fu mai più ritrovato. Gli scultori vollero ricordarlo dedicandogli una piccola scultura sulla facciata della cattedrale.

Finalmente dopo molte ricerche e con un piccolo aiuto siamo riusciti a trovarlo.

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Il tempo vola ed è già ora di pensare al rientro. Un giro veloce sull’ascensore panoramico da quale possiamo dominare tutta Genova.

Prima del rientro optiamo per un puntata a Boccadasse piccolo borgo di pescatori. Il nome Boccadasse deriva dall’espressione bocca d’aze (bocca d’asino) che richiama la forma della baia.

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Nel periodo dell’emigrazione Italiana oltreoceano, una colonia di Genovesi provenienti da Boccadasse si stabilì a Buenos Aires, in Argentina, e diede vita al quartiere della Boca, in ricordo del borgo da cui proveniva (non è un caso che il sito internet della squadra argentina Boca Junior sia stato tradotto anche…in genovese!). 

Ci dirigiamo verso gli scogli dove ci godiamo il sole ed un piccolo pranzo al sacco in riva al mare. Decidiamo di terminare la nostra vacanza ligure con un delizioso gelato e con quattro passi alla scoperta del borgop1120837

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Purtroppo il tempo inizia a stringere tristemente riprendiamo il cammino verso casa.

 

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Portobuffolè

Racconto fotografico della nostra gita sino a Portobuffolè,  piccolo comune della provincia di Treviso, situato sulle sponde del Livenza.

Il centro storico, circondato dalle mura, è inserito tra i borghi più belli d’Italia.

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Passeggiando per i vicoli ci imbattiamo in questa insegna…

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ed una volta rientrati a casa ci tuffiamo nella “rete” alla ricerca di maggiori informazioni… LINK

La giovane Gaia, nata nel 1270 da Gherardo III da Camino, capitano generale di Belluno e Feltre, nonché signore assoluto di Treviso, e della seconda moglie Chiara della Torre, viene descritta come donzella non solo nobile e di gentile aspetto, ma colta ed esperta in poesia provenzale, tanto da rendere la propria dimora un cenacolo culturale frequentato dai più brillanti artisti, letterati e uomini di scienza. Viene anche citata nel XVI canto del Purgatorio della Divina Commedia di Dante Alighieri, amico e gentile ospite nella dimora paterna di Treviso dal 1304 al 1306. Nonostante Dante per Gaia spenda belle parole, vi sono altre testimonianze che la dipingono come una donna impudica e viziosa, ma gli studi più recenti sembrano propensi a riconoscere un infelice caso di omonimia. Dama Gaia si spegne qui a Portobuffolè a soli quarant’anni, nel 1311, e le sue spoglie trovano riposto nella chiesa di San Nicolò a Treviso.

« Per altro sopranome io nol conosco,s’io nol togliessi da sua figlia Gaia.Dio sia con voi, ché più non vegno vosco. »

 

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Cima Grappa

Per riprendere dopo una lunga sosta oggi siamo usciti per una piccola escursione motociclistica sulla Cima del Monte Grappa…che poi alla fine tanto piccola non è stata…

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durante la salita eravamo in compagnia di numerosi uomini volanti

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e lo sguardo oltre che dal panorama era attratto dai prati  in piena fioritura….crocus bianchi e viola…ellebori verdi…

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giunti in cima ci siamo dedicati alla visita della galleria “Vittorio Emanuele”

Questo è quanto riporta il libretto che si trova gratuitamente nel museo nei pressi dell’ingresso:

GALLERIA VITTORIO EMANUELE III

È un’opera di fortificazione militare veramente grandiosa, realizzata in 10 mesi, a partire dal novembre 1917. Fu progettata dal Col. del Genio Nicola Gavotti per potenziare la difesa del massiccio del Grappa.

Ha uno sviluppo in galleria di circa 5 Km., consta di un braccio principale di m. 1.500, da cui si irradiano numerosi rami secondari, verso le postazioni dei pezzi di artiglieria e delle mitragliatrici, gli osservatori e gli sbocchi per sortite controffensive.

Per realizzare la galleria, ricavata al di sotto della Cima Grappa, alta m. 3 e larga da 1,80 a 2,50 m,. fu necessario asportare circa 40.000 m.c. di roccia impiegando 24 perforatrici meccaniche. Essa  venne armata e dotata di impianti tecnici e logistici tali da consentire ai reparti in caverna (circa 15.000 uomini con 72 cannoni e 70 mitragliatrici) la vita ed il combattimento per lungo tempo.

Gli approntamenti difensivi della galleria concorsero efficacemente ad assicurare il possesso dell’importante massiccio nel corso della seconda e della terza battaglia del Grappa.

LINK per altre INFO

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successivamente la visita è proseguita al Sacrario

Il Sacrario Militare del Grappa

Sulla cima più elevata sorge un sacrario militare, inaugurato il 22 settembre 1935.

Nel corpo centrale del monumento sono custoditi i resti di 12.615 caduti, di cui 10.332 sono ignoti. Il monumento è composto da cinque gironi concentrici posizionati uno sopra all’altro in modo da formare una piramide. Nella sommità sorge il santuario della “Madonnina del Grappa“.

Dal piazzale si può vedere la suggestiva Via Eroica, che partendo dai pendii del tempio arriva fino al Portale di Roma, dove si possono trovare dei cippi di pietra che portano scritti i nomi legati alle località che sono state interessate dalla Grande Guerra. A nord-est del Portale di Roma, invece, sono state inumate le salme di 10.295 caduti austroungarici.

A pochi metri dal sacrario, nei pressi di una caverna nella quale 7 partigiani sono stati arsi vivi dai nazifascisti, sorge dal 1974 una statua in bronzo “al Partigiano”.

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La bellissima ed istruttiva passeggiata ci ha messo appetito così ci dirigiamo verso il rifugio

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…è giunta l’ora di riprendere la strada verso casa….

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Sorgenti, Borghi, Giardini

Dopo quasi un anno di fermo, sono risalito in groppa a Bellatrix e siamo usciti per un paio d’ore….con il desiderio di riprendere confidenza….devo dire che è andato come previsto….tutto a meraviglia….

Si è trattato di un giretto senza un percorso programmato che mi ha portato alla riscoperta di luoghi conosciuti…

Si comincia con una sosta al borgo di Gorgazzo che da o prende il nome dal fiume omonimo che qui ha la sua sorgente.
Si tratta di una bolla d’acqua, una grotta che scende nelle viscere della montagna in parte esplorata ed in parte ancora misteriosa…sino ad ora i speleo-sub sono arrivati alla profondità di 212 mt

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Sempre nel Comune di Polcenigo ma in località Serenissima, sotto una curva della Strada Pedemontana ci sono le sorgenti di un altro fiume La Livenza

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da qui ci si sposta sino all’abitato di Polcenigo borgo medioevale che fa parte dei borghi più belli d’Italia, attraversato dal Gorgazzo prima di immettersi nella Livenza

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…quattro passi per il borgo mi porta alla scoperta della chiesa di San Giacomo, situata sulla collina del castello, sede in passato di un convento Francescano….

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Si riparte e percorrendo la strada pedemontana giungo sino a Sacile – Il Giardino della Serenissima…
il suo centro storico è situato su delle isole circondate dal fiume Livenza sulle cui sponde si affacciano antichi palazzi veneziani

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Lignano – Presepe di Sabbia

XII edizione del Presepe di Sabbia a Lignano Sabbiadoro.

L’opera realizzata dagli artisti della Accademia della Sabbia, quest’anno è dedicato al 40° anniversario del terremoto del Friuli (1976).  Inoltre durante il periodo natalizio un centinaio di persone di Amatrice sono state ospitate nella città di Lignano, come successe 40 anni quando i terremotati del Friuli, dopo la scossa del settembre ’76, vennero trasferiti dalle tendopoli agli alberghi di Lignano.

 

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Frase simbolo “il Friuli ringrazia e non dimentica”

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Copia in sabbia della scultura in legno di cedro presente nel duomo di Venzone realizzata dal maestro Maianese (di Maiano UD) Franco Maschio dal titolo

” dal profont a ti sberli Signor” (dal profondo, Signore, ti grido in faccia il mio dolore)

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un omaggio agli Alpini sempre presenti

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sulla destra la statua di San Cristoforo presente sulla facciata esterna del Duomo di Gemona

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L’ara di Ratchis la adorazione dei Magi.  Arte Longobarda conservata al Museo Cristiano di Cividale

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Babbo Natale…nascosto nel presepe 🙂

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Montagna, Ghiaccio e Krampus

Ponte dell’immacolata, breve vacanza in montagna scoprendo fantastici panorami glaciali.

Lago di Misurina

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Lago di Braies

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Purtroppo di neve naturale neanche un fiocco…per ottenere questa ci si affida alla tecnologia…

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…visto il periodo non poteva mancare un giretto per mercatini…qui siamo a Brunico

…abbiamo la fortuna/sfortuna di assistere in prima fila ad una sfilata di Krampus…

se vi chiedete che cosa sono i Krampus vi riporto un estratto da Wikipedia…

……Nelle zone di lingua tedesca, i Krampus sono dei diavoli travestiti che accompagnano San Nicolò (altro modo per riferirsi a San Nicola da Bari), nella tradizionale sfilata lungo le strade del paese. Questa tradizione è legata alla mitologia cristiana, più precisamente al vescovo San Nicolò e al suo servitore Krampus (a volte anche noto come David il conte). È un evento tipico delle festività natalizie nato più di 500 anni fa e tuttora festeggiato in diverse zone d’Italia (Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia), in Austria e Germania meridionale…..

mentre se vi chiedete perchè parliamo di “fortuna/sfortuna” è riferito al fatto che stando in prima fila ci si gode meglio lo spettacolo ma lo si subisce in prima persona…

…..I Krampus, infatti, sono selvaggi, violenti e inferociti, e quindi in questa particolare serata danno sfogo a quelle forze che per tutto il resto dell’anno rimangono non liberate. Rincorrono, fra urla, mugugni e grida, i bambini, i ragazzi, ma anche gli adulti e i più anziani, spingono la gente, dando pesanti frustate e colpi di verga alle gambe di chiunque capiti tra i loro piedi…..

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Istria

Il poco tempo disponibile associato ad una voglia di Mare con la Maiuscola ci ha portato a pensare di partire per un paio di giorni in direzione Croazia e più precisamente verso l’Istria.

Non volendo fare autostrade, ci siamo affidati al navigatore affinché ci porti verso il piccolo borgo di Vozilići non distante da Plomin. Dobbiamo ringraziare il navigatore che ci ha portato sino alla meta facendoci percorrere delle bellissime strade secondarie dell’entroterra sloveno-croato ammirando fantastici panorami, peccato che questo ci ha fatto arrivare un po’ più tardi del previsto al nostro alloggio, dove la Signora Renata ci stava ugualmente attendendo e ci ha consigliato un buonissimo locale vicino casa dove andare a cenare.

Purtroppo al risveglio scopriamo che il tempo si è guastato durante la giornata prenderemo anche un po’ di pioggia.  Decidiamo, quindi, di non andare al mare e di andare alla scoperta dei dintorni ottimamente consigliati dalla Signora Renata.

Prima tappa le cittadine di Labin (in italiano Albona) e Rabic (Portoalbona)

Poi ci siamo spostati sulla costa opposta breve sosta  presso l’agriturismo “sia agroturizam” , come spesso accade le scelte casuali sono le più azzeccate, abbiamo gustato un ottimo piatto di salumi e formaggi accompagnati da insalata bevendo da un fantastico vino il tutto di produzione propria….

…e dopo aver mangiato e bevuto abbiamo proseguito sino alla magnifica città di Rovinj (Rovigno)..

Per fortuna il tempo è migliorato così il secondo ed ultimo giorno sulla via del rientro dopo una breve sosta a Porec (Parenzo) dove oltre alla cittadina abbiamo potuto visitare la meravigliosa basilica Eufrasiana (Patrimonio dell’ UNESCO)

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…ed ora, sempre affidandoci al caso arriviamo a Červar dove facciamo sosta per una mezza giornata di MARE….

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Floating piers – lago d’Iseo

Acclamata, discussa, criticata….certamente un’opera unica nel suo genere…e così abbiamo voluto essere due di quel milione e oltre di persone che hanno potuto camminare sulle acque del lago d’Iseo grazie all’ingegno dell’artista Christo…

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Abbiamo scelto una giornata infrasettimanale e abbiamo deciso di arrivare in auto e di sostare ad Iseo e da qui raggiungere Monte Isola con il battello. Seguendo i consigli presenti in rete abbiamo prenotato tutto in precedenza (parcheggio giornaliero, corse traghetto A/R) e possiamo dire di aver fatto le scelte giuste.

Le previsioni che mettevano mal tempo dal pomeriggio ed invece abbiamo trovato una giornata splendita, soleggiata anche troppo visto che una volta tornati a casa eravamo belli rossi ed abbronzati.

Unica pecca (a nostro parere), ma si tratta di una scelta dell’artista, la totale mancanza di gadget a parte il libro ufficiale dell’opera ed alcune magliette vendute da alcuni ragazzi del posto.

Parlando con alcune persone siamo venuti a conoscenza che era possibile trovare alcuni riquadri del tessuto utilizzato per ricoprire tutto il percorso…chiedi a quello…chiedi a quell’altro…alla fine abbiamo trovato lo “spacciatore” di tessuto…così ci siamo portati a casa due pezzetti ricordo….

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Barcis – Cellina

Il Lago di Barcis, visto dalla passerella sospesa (sky walk), uno dei punti panoramici presenti lungo il sentiero del dint.

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RAMPY PARK.

 

Si sa. Kiosul ed io siamo due persone, come tante, a cui piace fare esperienze sempre nuove.
Nel nostro girovagare in moto, passando attraverso boschi e vallate, spesso ci è capitato di notare quei temerari che si muovevano tra gli alberi passeggiando su cavi ed ammennicoli vari ad un’altezza non da poco, assomigliando una più ad una scimmia che non ad un essere umano….

Ci siamo sempre detti prima o poi lo dovremmo provare, ma certamente non con abbigliamento motociclistico….

Viste le temperature che in questi giorni, surriscaldano la pianura pordenonese, abbiamo deciso di andare a cercare un po’ di fresco in quel di Piancavallo e di provare finalmente un parco avventura, che qui prende il nome di “Rampy park” ed è situato in un meraviglioso e ombreggiato faggeto.

Visto così, da spettatore sembra tutto facile e divertente in effetti divertente lo è, che poi sia anche facile…. possiamo parlarne…..

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Pur non soffrendo di vertigini, i passaggi tra un albero e l’altro non sono per niente facili. Una combinazione di forza ed equilibrio, che alla fine di 3 dei 5 percorsi possibili ti stremano le forze, specie se non si ha una muscolatura ben allenata si corre il rischio di rimanere bloccati a letto il giorno dopo.

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Tuttavia è un’esperienza divertente ed interessane allo stesso tempo. Per cui, se vi sentite un po’ una via di mezzo fra Tarzan ed Indiana Jones , magari dopo una debito allenamento…. fateci un pensierino…
Akinad

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